Vorrei parlare un po’ di me, di quello che faccio e di quello che sono.

So che negli ultimi anni sono state dette cose non vere riguardo a me e alla mia vita.

Mi costa molto doverlo ammettere, ma chi ha messo in giro certe brutte dicerie sul mio conto e sulla mia religione sono mio padre e mia madre, Claudio e Renata Lugli. Qualche anno fa sono cambiati.

Io non ho mai trovato una vera spiegazione di cosa sia successo veramente con loro, ma a un certo punto niente è più stato come prima.

Così, alla fine, dopo una lunga riflessione, ho deciso di far pubblicare questo blog. Perché sono stanco di bugie, di inutili segreti, sono stanco di essere infamato proprio da quelle persone a cui io ho sempre voluto bene, che mi hanno cresciuto senza mai farmi mancare nulla e che io, da parte mia, ho sempre cercato di aiutare come potevo.

Io vivo qui in America, a Clearwater, Florida, da quasi vent’anni. Fra poco ne compirò quaranta.

Questa è una foto di me con mia moglie, Jelena, scattata un paio d’anni fa sulla costa.

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Mi occupo di fornire servizi religiosi a parrocchiani che arrivano da tutto il mondo. Alcuni vengono qui cercando espressamente di me perché sono diventato molto esperto nelle mie funzioni e so come aiutare e assistere spiritualmente ognuno di loro. Voglio bene a ognuno di loro. La loro felicità è la mia. Li vedo arrivare qui con delle grandi domande, con le loro preoccupazioni, i loro sconforti e qualche volta con i dispiaceri che accumulano nella loro vita; poi li vedo andare via risollevati, rinfrancati, desiderosi di ottenere il massimo dalla loro esistenza e di vivere una vita migliore con le loro famiglie e con tutti i loro cari e i loro amici.

Con la consulenza pastorale – in Scientology si chiama “auditing” – che io do alla gente (ho personalmente dato migliaia e migliaia di ore di auditing, a centinaia di Scientologist) le persone riscoprono la loro natura spirituale, diventano più sane e felici. Si liberano dal male.

Ho visto persone piangere di felicità grazie al mio aiuto e alla pratica di Scientology.

Qui, in questa organizzazione, che si chiama “Flag” ed è la più grande comunità di Scientology del mondo, ci sono centinaia di persone che sono dedicate a questa opera e sono continuamente in crescita. Molti di loro sono miei amici carissimi con i quali ho condiviso tanti anni di esperienza.

È questa la mia vita.

Io mi considero una persona fortunata: certo, mi do un gran daffare; certo, sono sempre stra-impegnato dalla mattina alla sera; certo, ho completamente dedicato la mia vita a Scientology in modo incondizionato. Ma io faccio quello che ho sempre sognato di fare, nel posto in cui tutto questo è al massimo livello al mondo, in mezzo a persone meravigliose e con risultati straordinari.

Ho un alloggio decoroso, assistenza medica quando serve, denaro a sufficienza, cibo abbondante. E soprattutto, ho un sacco di amici.

Eccomi qui a una cena tenuta poco meno di un anno fa al Fort Harrison:

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Sono felicemente sposato, mia moglie vive qui come me e fa le stesse cose che faccio io, e i momenti che passiamo insieme sono sempre… speciali.

Come questa volta, in Giugno del 2015 quando abbiamo festeggiato il 40esimo compleanno di Jelena in Scozia e con l’occasione abbiamo visitato il famoso Lago di Lochness:

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Una cosa che ho sempre amato fare è viaggiare. E negli ultimi anni ne ho avuto molte occasioni: finora sono stato a New York, Los Angeles, Chicago, Boston, Miami, Las Vegas, Twin Cities, Los Gatos, San Francisco, Philadelphia, Nashville, Cincinnati, Portland, New Haven e Long Island,sono stato in Inghilterra a Londra e Liverpool e in Scozia a Edimburgo e in vari altri posti, sono stato in Canada, in Grecia e alle Hawaii. Non so se ho elencato tutti i luoghi dove sono andato.

Questo sono io e questo è ciò che faccio; questa è la mia vita.

Ma allora perché tante bugie sul mio conto?

Ok, lo ammetto. Forse io so perché!

Come famiglia, non siamo sempre stati un modello.

Ci sono stati tempi duri in cui… beh…non c’è motivo per cui io adesso debba star qui a rinfacciare ai miei genitori i loro peccati. Per quanto gravi siano, loro sanno perfettamente cosa hanno fatto nei confronti di altre persone e sanno che cosa è rimasto da rimediare.

L’unica cosa che non capisco è perché hanno voluto abbandonarmi!

Perché hanno voluto raccontarmi bugie per così tanto tempo, per quasi un anno, o forse di più, quando io stavo solo cercando di assisterli come faccio tutti i giorni, ascoltando e comunicando e aiutando a comprendere.

Non c’è stato niente da fare.

Per la prima volta, in quella orribile ultima giornata passata con loro (ma sarà anche l’ultima volta, perché non intendo più subire una tale violenza, nemmeno da loro) non hanno voluto ascoltarmi e hanno semplicemente continuato a gettare fango su tutto ciò che io sono, su ciò che faccio ogni giorno, sui miei amici (che una volta erano anche loro amici, alcuni dei quali li avevano aiutati non poco, in molti modi), su tutti coloro verso i quali (mi spiace davvero dirlo) LORO non sono stati sinceri nel corso degli anni.

Certo, potrebbero dire che, quando mi hanno abbandonato in questo modo così spiacevole, io non avevo bisogno di loro già da tempo. E sarebbe vero, sarebbe verissimo: tutto sommato avevo già trentatré anni compiuti e vivevo la mia vita in modo completamente indipendente da loro, ero già sposato, avevo tutte le mie amicizie e le mie attività, i miei impegni, giravo il mondo, ecc. Ma io penso che nemmeno questo sia stato un buon motivo (se mai può esistere un buon motivo!) per tagliare i ponti con me in quel modo così falso, incolpando altre persone, facendomi passare per un incapace manipolato, ecc.

In fin dei conti, mio padre e mia madre, con il loro comportamento hanno praticamente distrutto la nostra famiglia.

Ma, nonostante tutto quello che hanno fatto, io li ho perdonati. Non ho rancori. Non c’è motivo per cui io debba odiarli. Vorrei soltanto che tornassero ad essere quelli che erano qualche anno fa. I miei genitori, la mia mamma Renata e il mio papà Claudio.

L. Ron Hubbard ha scritto, nel 1960: «Il giorno in cui potremo fidarci completamente l’uno dell’altro, vi sarà pace sulla Terra».

Io lavoro costantemente ogni giorno in direzione di questa meta.

Mi piace pensare che prima o poi anche i miei genitori torneranno a credere che questo non sia solo un sogno.

Flavio Lugli

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